Home > Diario di Viaggio, Uncategorized > Backpacking e turismo mordi e fuggi

Backpacking e turismo mordi e fuggi

Decidi di prenderti una pausa, diciamo la somma delle ferie di un anno in una botta sola.
Ti armi di zaino e buona volontà e parti per una qualsivoglia destinazione, che fai una volta arrivato?
Rimani invischiato nella prima città in cui sei atterrato, parcheggiando il culo nel primo ostello economico e bevendo cocktail economici da mattina a sera, o ti lanci alla scoperta di quello che ha da offrirti la tua esotica meta?

A meno che la località scelta non sia tra queste: “Rimini, Freggiene o Ibiza”, il backpacker che si rispetti propenderà per la seconda opzione.
Ma cosa implica davvero un’esperienza da backpacker, cosa accomuna milioni di persone di tutto il mondo che decidono, zaino in spalla, di avventurarsi in lunghi viaggi (eccetto lo zaino ovviamente) e perigli di ogni genere???

Senza la pretesa di scandagliare nella psiche di questi assurdi individui, quello che li accomuna è lo spostamento.
Muoversi da un posto all’altro, sostare al massimo due notti nello stesso posto, fotografare luoghi, cose, persone, andare a caccia dei siti culturalmente interessanti, tipo pagode e templi di ogni genere, o strani, tipo disco-pub truzzi dove le chance di potersi accoppiare vanno di paripasso con la quantità di alcol bevuta per poi spostarsi di nuovo verso la prossima meta.

Paradossalmente hanno lo stesso effetto del normale turismo stanziale di massa (una settimanina al lido nel “bagno Maria” sulla riviera adriatica), a cui la stragrande maggioranza di noi è abituata, con la differenza che è protratta per un periodo di tempo decisamente più lungo.
Normalmente i “puristi”, rifuggono ed aborrono il turismo da agenzia e prediligono il “fai da te”.
Alla fine il risultato non cambia di molto, ma possono tornare a casa millantando di aver fatto una vera “vacanza alternativa”.

Questi indivdui non sono veri backpacker, sono dei cazzari!
Il vero “backpacker” unisce la stanzialità del posto al lungo periodo di permanenza, così da poter comprendere usi e costumi locali, perché è assai difficile capire cosa gli passi davvero nella testa, se stanno cercando di fregarti o se sono in buona fede.

Fine invettiva.
Andrea

Categories: Diario di Viaggio, Uncategorized Etichette:
  1. Lara
    settembre 29, 2009 alle 5:26 pm | #1

    come darti torto??? se no altro hai fatto bene a sottolineare di non essere un cazzaro mio caro e attento viaggiatore… continuerò a leggere le tue perle di vita. baci grandi e ti voglio bene non fa mai male sentirselo dire credo,soprattutto quando è vero.

  2. ottobre 2, 2009 alle 3:10 pm | #2

    Grazie Lara, meno male che ci sei tu con il tuo ottimismo a tirarmi su il morale.
    Sei veramente unica!

  3. gennaio 8, 2010 alle 11:54 am | #3

    So daccordo, il viaggio non è un timbro di cartellini per dire io ci sno stato.
    Il viaggio comincia prima e continua dopo, perchè viaggiare vuol dire conoscere e non guardare.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.