Una nottata movimentata
Koh Chang, 10/10/2009, piove ormai da più di 48 ore.
Pedalo nella notte sulla mia fida bicicletta noleggiata da un anonimo noleggiatore di biciclette.
La pioggia non accenna a smettere e mi inzuppa con i suoi generosi goccioloni d’acqua.
Pedalo svelto tra i vicoli ed i palazzi con sottobraccio il mio prezioso carico di abbigliamento.
Nuova collezione moda mare 2010.
Sorrido al pensiero di quanto sia distante il periodo estivo con questa pioggia incessante.
Giro un ultimo angolo ed eccomi arrivato all’ingresso della piazzetta, il negozio è proprio all’inizio, incastonato alla base di un palazzo grigio ed inespressivo.
Mi affretto ad aprire e vestire gli ignudi manichini dall’espressione bovina.
Piove sempre, anche se adesso un po meno di prima.
Un incredibile tonfo sordo come quando fate implodere un criceto nel micro onde, si propaga goffamente dallo stretto vicolo a fianco del negozio.
Penso: “Qualcuno avrà fatto implodere un criceto nel micro onde!”
Passano alcuni minuti e vedo fuoriuscire dall’ingresso del vicoletto strane lucine bluastre ad intermittenza.
Strano, natale è ancora lontano.
Incuriosito esco dal negozio e, incurante della pipggerellina, mi affaccio nel vicoletto per carpire qualche dettaglio che possa far luce sulla strana luminescenza.
Una limousine nera, lucidata di fresco, lunga almeno 7 metri penetra lentamente, verso sinistra nella stradina come uno stantuffo che penetra la siringa.
Lenta lenta, prosegue fino alla fine la sua corsa.
Alla mia destra, in fondo al vicolo avvolto in un lungo impermeabile nero di pelle scamosciata e telefonino ancorato all’orecchio c’è lui, Tronchetti-Provera!
E sta frugando nella spazzatura.
Mi avvicino incuriosito, avevo proprio voglia di fargli un cazziatone per quanto faccia cagare la Telecom e Tim, anche se non ero sicuro che lui centrasse personalmente.
Marcio su di lui, irrigidisco l’avanbraccio e puntandogli sfacciatamente l’indice in mezzo a gli occhi sono pronto a lanciargli il “Cazziatonus Supremus” quando, con voce priva di una qualsivoglia emozione mi dice: “mi spiace, ma sai ho appena perso un parente”.
Ora capisco il perché del suono sordo.
Ma che razza di micro onde hanno questi a casa loro?
Abbasso lentamente il dito e gli dico: “oh, beh mi dispiace, ma perché frughi nella spazzatura?”
“Stavo cercando un… Ah, eccoli finalmente!”, esclama felice, “Finalmente ho ritrovato i miei occhiali.”
E mi mostra queste due lenti tondeggianti incastonate tra loro a due bacchetti di plastica dozzinale.
I vu-cumprà di Riccione hanno roba migliore.
Al quanto basito gli domando che abbiano di così speciale e lui senza parlare, preme due pulsantini alla fine delle stanghette e me li infila sulla faccia.
Sento la musica propagarsi nella mie orecchie.
Occhiali con iPod incorporato.
Alquanto ingegnoso oserei dire, peccato però, per il design non doveva affidarai alla Pegperego.
Me li sfila con aria tronfia e soddisfatta.
Ripresomi dallo shock iniziale sono pronto per scagliargli contro il mio terribile cazziatone, senza rimorsi o rimpianti.
Lui mi guarda con fare bonario e sorride, io svengo.
Cambio parte, il film continua a scorrere e nessuno si accorge di niente.
Mi sveglio nell’altopiano Hymalayano, infagottato di tutto punto, pronto a fare una visita di controllo ad un non ben definito impianto.
Quattro uomini in quattro postazioni, segatura e trucioli sparsi ovunque.
Il caporeparto mi da il benvenuto e mi guida attraverso lo stabile.
Mi dice che si è trasferito qui con la figlia e la madre perché è un posto tranquillo e si respira aria buona.
Non fa il freddo che dovrebbe fare, la neve ricopre l’intero fianco di montagna su cui poggia questa specie di “segheria”.
Bianca, candida neve.
Il paesaggio è definito solo da una serie di tonalità differenti di bianco e grigio tenue.
La prima bocca di aspirazione scoppia e calde lingue ambrate escono da sopra la prima postazione di lavoro.
È il chaos.
Una dopo l’altra le bocchette di aspirazione dell’intero impianto scoppiano come criceti dentro il micro onde.
Curioso rumore per una bocchetta di aspirazione che scoppia.
Attorno a me gli uomini si adoperano per spegnere il fuoco che divampa, chiacchierando e gettando badilate di neve fresca nell’impianto.
Ho una visione a fotogrammi di paesaggi montani, cime innevate, foreste di pini e stambecchi abbarbicati su cime ardite, motoslitte che scivolano veloci sui pendii delle piste, funivie, sherpa, polenta e capriolo
In sottofondo, quasi a commentare questa assurda carrellata di diapositive, la vecchia madre del capo reparto che mi chiede: “Che cazzo ci sono venuta a fare qua!”
La visione rallenta, sciatori, caprette, bus gialli. Non c’è più neve, solo rocce, pini, scoiattoli, sole e lui; Reihold”altissimapurissimalevissimacazzo”Messner, abbarbicato a circa 4 metri da terra su di un albero di lamponi.
Mi domando se esistano davvero gli alberi di lamponi.
Mi guarda con fare inebetito, strafatto di grapa al mirtillo e mi biascica tra la folta barba: “Hey… Hello!”
Ho un sussulto.
Koh Chang, 11/10/2009, mi sveglio piove e sono infagottato nella coperta di Ultraman.
La pucciosissima copertina di Ultraman Superdeformed!


Per il Grande Spirito!
Mangiato pesante eh? Uhmmm…niente digestivo antonetto..o alka seltzer???
Turismo fai da te??? ahiahiahi! Occhio, che con tutta quell’acqua metterai radici lì…..(spero di no..e se anche fosse, pazienza). Ma…non c’eran siti meno piovigginosi da esplorare???
^_^ ciao tesoro, un bacione.
Tesoro, mi spiace dirtelo, ma…. CI SEI RIMASTOOOOOOO!!!
Stilosissima la coperta, ma siamo sicuri che tiene caldo? Attento che quella roba sintetica va in autocombustione con niente!
BACIONISSIMI
si mangia pesante laggiù eh? ^_^
Ti sei fatto una bella mangiata o bevuta ??
E pensare che io mi ero preoccupato per non averti invitato al mio compleanno !!!
Per la cronaca, se non si è capito, l 11 ottobre è il mio birthday.
Mi piace pensare che ci sia gente in giro per il mondo che lo festeggia.
Bella Bizzo!
Allora questa sera mi schiumo una birretta in tuo onore!
… ovviamente Auguri!